Sbarcare a Capri il 14 Agosto non è da tutti, ci vogliono i soldi per il biglietto, troppi, ed una buona resistenza fisica e mentale. Molti non ce la fanno, li ho visti con i miei occhi bestemmiare carichi di frustrazione davanti al marinaio che alza la passerella ed accenna un "SORRY IT'S FULL, TRY WITH NEXT".  Ricevendo "Chella bucchin i mammt" come risposta dai compagni di sventura.

Ma raccontiamo questa storia dall'inizio. Sono il possessore di un biglietto Napoli-Capri delle 11.10, prenotato diligentemente in anticipo su internet con sovra-prezzo, per evitare qualsiasi problema di sorta per il rientro; solo che alle 9.30 ho già la possibilità di anticipare il ritorno e ci provo, in altri periodi, se è possibile, te la fanno la gentilezza. Niente, l'aliscafo delle 9.30 è strapieno e ricevo un'occhiataccia alla richiesta. Giusto così, ma insieme a me non fanno salire tante persone con il biglietto delle 9.30, perché la biglietteria ha venduto più biglietti rispetto agli effettivi posti disponibili.

Inizio una conversazione con un signore di Verona, leader di un piccolo gruppo di sei persone. In seguito alle sue proteste, è stato rassicurato da un marinaio che sarebbe arrivato un secondo aliscafo per una corsa extra delle 9.50. Quando capisce che sono residente mi chiede conto di tale comportamento e se mi sembrasse corretto che il Comune (!?) incassi con l'overbooking senza chiedersi se i passeggeri siano veramente disposti ad aspettare un secondo aliscafo. Lo fermo e gli spiego che sono compagnie private, che non c'è nessuna partecipazione del Comune di Capri e che anzi mi pare che queste abbiano sede legale in Svizzera. Si fanno le 9.55 e della corsa extra nessuna traccia. Invito il gruppetto di Verona a provare ad imbarcarsi con l'aliscafo delle 10.10. "Ma come, si può mica fare? Non sono compagnie diverse?". "Eh, diciamo che sono consorziate". Rischiano di non prendere nemmeno quello, ci sta troppa gente già in fila e loro troppo lontani dall'altro gate: quando la moglie dell'amico mio parte per la tangente e va ad urlare contro un agente in divisa, che, capita la situazione, intercede per loro con un marinaio che li farà passare avanti. Intanto io devo aspettare le 11.10 e divento spettatore di questa storia che si ripete ancora. Alle 10.10 come alle 10.35: persone con il biglietto in mano che non possono salire perché l'aliscafo è già pieno e che lamentano praticamente di essere stati travolti da chi saltava la fila con scostumatezza. Bestemmie in italiano, in dialetto, ma anche in lingue straniere. Gli stranieri, anzi, sono quelli che la prendono meno bene.

Alla fine riesco ad imbarcarmi ma:

1) Perché continuano a vendere i biglietti se non ci stanno i posti?

2) Come mai un marinaio afferma che faranno una corsa extra?

Lo so che in passato hanno fatto questo e quello, ma dopo tutto il polverone d quest'anno, il numero chiuso, l'appello alla capitaneria ecc ecc, ancora dobbiamo fare queste brutte figure? 

Vabbè, domani sera si festeggia con una bella fella di anguria e un bagno con la mutanda e tutta questa amarezza andrà via.

 

 

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