Quando si perde il lavoro, la NASpI rappresenta un importante sostegno economico. Ma c’è un dettaglio che molti ignorano: il trattamento integrativo (ex Bonus Renzi) può trasformarsi in una spiacevole sorpresa fiscale se non gestito correttamente.

🔍 Cos’è il trattamento integrativo?
Il trattamento integrativo è un bonus di 100 euro mensili destinato ai lavoratori dipendenti con reddito annuo inferiore a 15.000 euro. Anche chi percepisce la NASpI può riceverlo, ma solo se il reddito complessivo dell’anno rimane sotto quella soglia.
⚠️ Il rischio nascosto
Molti disoccupati, nel richiedere la NASpI, non rinunciano esplicitamente al bonus. L’INPS lo eroga automaticamente, mese dopo mese. Ma se nel corso dell’anno il reddito supera i 15.000 euro (magari per altri lavori, collaborazioni o redditi da locazione), ecco cosa può succedere:
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Restituzione dell’intero bonus ricevuto durante l’anno.
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Acconto IRPEF per l’anno successivo, calcolato anche sul bonus percepito.
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Trattenute elevate nel cedolino di luglio, in sede di conguaglio fiscale, che possono superare i 1.000 euro.
📅 Perché luglio è critico?
Il mese di luglio coincide con il conguaglio fiscale derivante dalla dichiarazione dei redditi. Se il contribuente ha superato la soglia dei 15.000 euro, il sistema fiscale recupera quanto dovuto in un’unica soluzione, generando trattenute molto pesanti.
✅ Cosa fare per evitare problemi
La soluzione è semplice ma poco conosciuta a chi fa autonomamente le domande sul sito dell'Inps : rinunciare preventivamente al trattamento integrativo al momento della domanda NASpI. Questo si può fare direttamente dal portale INPS, evitando così spiacevoli sorprese future.
Bisogna farlo ogni anno nel quale si rinuncia al bonus, quindi se per esempio lo facciamo a Novembre di quest'anno, a Gennaio del nuovo anno sarebbe sempre opportuno ripetere l'operazione: sul portale basta cercare "Rinuncia al trattamento integrativo" ed in pochi click si effettua la rinuncia.
