
La volta scorsa si diceva che sono tempi magri per lo studio, questi. Le cause? Sono numerose: la società attuale che travolge con i suoi ritmi e le sue offerte di svago; la tecnologia che ha soppiantato il buon vecchio libro e la lettura (questo problema richiederebbe un capitolo speciale); il disinteresse verso le varie problematiche umane; il dissolvimento delle ideologie; l’ appiattimento culturale voluto dai poteri forti che usano certi canali televisivi per stordire il pensiero, offrendo in pasto falsi miti; la disattenzione di tante famiglie, la demotivazione e la superficialità di certi insegnanti, la mancanza di serenità con cui si considera e si progetta il futuro… Ecco: il futuro. Troppo spesso è un alibi. Che studio a fare? Tanti laureati sono disoccupati o sottoccupati… Perché non obiettare a questi falsi scettici che tanti laureati prima o poi incontrano il successo? Che un diploma o una laurea sono comunque e dovunque spendibili? Sembra di sentire quei tipi che si lamentano perché non vincono mai niente. Comincia a comprare il biglietto, mio caro, e poi ne riparliamo.