A maggio, si vota anche per eleggere il nuovo sindaco di Capri. In campo ci sono decine di persone, scontri, accordi, voltafaccia. C'è dibattito. Ma a pochi chilometri di distanza, ad Anacapri, in un Comune con circa lo stesso numero di residenti, la scena elettorale è completamente diversa. 

Ad Anacapri tutto tace. Nonostante gli incredibili colpi di scena raccontati qui (https://www.altroparlante.com/altracapri/il-guardone-del-faraglione/117-un-uomo-solo-al-comando.html), infatti, all'orizzonte non si vede alcuna reazione. Nessuna opposizione alla lista del Sindaco ed una seconda lista già pronta, confezionata ad arte e collegata alla Lista Anacapri.

Nel campo opposto, si intravede solamente uno sparuto manipolo di dissidenti che non rispettano e condividono le giuste decisioni del Sindaco. I Suoi nemici giurati, oppositori storici o ex scomodi colleghi di lista epurati, con tanta voglia di fare e molta rabbia in corpo: sono pronti a tutto pur di vedere il Sindaco in disgrazia, ma hanno scarso appeal. Sono poco credibili e non riescono ad aggregare i cittadini attorno ad un progetto nuovo né a trovare candidature valide da proporre. Tantomeno, riescono ad essere una valida alternativa al modello Cerrotta. Hanno già la bandiera bianca in pugno, pronti ad abbandonare la gara.

Il Sindaco è un candidato difficile da battere. E' in carica dal 1995. Ventiquattro anni. Da oltre trent'anni è in giunta, al servizio dei cittadini. Ha dedicato la sua vita ad Anacapri.

Lavora infaticabilmente, con passione e sacrificio, per il bene del Paese.

Dirige ad occhi chiusi la macchina amministrativa, gestendo ogni cosa in prima persona.

Tutto sa e nulla gli si può nascondere.

Grazie a Lui ora abbiamo una scuola, un cinema, un campo di calcio ed uno di calcetto, una nuova urbanistica, un ottimo tasso di raccolta differenziata, un bilancio perfetto, Anacapri ha una altra visibilità turistica.

Nulla quaestio. Ovvi e riconosciuti meriti del Sindaco. Del suo attivismo e del suo interventismo.

Ma anche merito della collaborazione dei colleghi di maggioranza, susseguitesi negli anni. Dei valenti assessori e consiglieri che, con onore, hanno svolto l'oneroso compito. Un'ottima e già formata classe dirigente amministrativa. Oggi, del tutto assente dal dibattito pubblico.

Alcuni di loro sono ancora vicini al Sindaco. Altri sono scomparsi dalla vita amministrativa di maggioranza per una differenza di vedute con Lui, ad un Suo pollice verso.

Tanti, ma nessuno batte un colpo.

Ognuno ha i suoi guai. Sono rassegnati e sconfitti in partenza, alcuni apatici ed altri lontani da anni dalla vita amministrativa, ancora frastornati dalla botta ricevuta, troppo impegnati con il lavoro e con poco tempo da offrire, timorosi di scendere in campo per non complicarsi la vita.

Hanno validi motivi per rimanere a casa, comodi.

Neppure le centinaia di anacapresi che già si sono impegnati nella vita pubblica e nell'agone elettorale, prendendosi i propri rischi ed assumendosi le responsabilità del ruolo da ricoprire, sembrano più interessati al pubblico dibattito.

Nulla si muove neppure nell'associazionismo e nel volontariato, tra persone già disposte a togliere tempo a sé stessi, al loro lavoro, alla loro famiglia, per un personale senso civico.

Evidentemente, è tutto merito del buongoverno di Franco Cerrotta.

Ed allora il Sindaco ha già vinto e lo sa.

Intorno a Lui c'è il deserto, il nulla.

Dopo di Lui, il diluvio.

E, per comodità e portarsi avanti con il lavoro, il Sindaco già riceve le associazioni di categoria nella Casa Comunale. Insieme al nuovo sindaco.

Piccole formalità da sbrigare, le dovute presentazioni ed il necessario passaggio di carica.

Nella futura maggioranza ci sarà un nuovo gruppo di validissimi donne e uomini che proporranno la migliore Settembrata di sempre, una Anacapri più ecologica, degli eventi culturali e musicali all'altezza, che riempiranno le giornate vuote dei ragazzi.

Ma, alla fine, il lavoro grosso lo farà sempre il Sindaco. Perché amministrare un Comune è ben più difficile e complesso.

Ad Anacapri non ce ne siamo mai accorti perché abbiamo sempre potuto contare su di Lui. Che, anche per i prossimi anni, sarà costretto a sopperire all'inattività ed all'inerzia della cittadinanza, ben contenta di poter delegare al Sindaco ogni decisione collettiva.

E deciderà ancora Lui per tutti.

Da solo, dovrà affrontare le grandi problematiche in gioco. In nostro conto, dovrà curare i rapporti con il Comune di Capri ed affrontare, in sinergia ed in un'ottica unitaria, i problemi dell'Isola, troppo spesso ritenuti una grana esclusiva del Comune di sotto: la sostenibilità dell'afflusso turistico al porto, la carenza di strutture sanitarie, la viabilità congestionata. Il grande tema della vivibilità di un'Isola sempre più redditizia per molti, sempre meno vivibile per tutti. Del turismo di massa cui ci siamo venduti. Problemi da affrontare coralmente, senza campanilismi di comodo e senza invasioni di campo, nel rispetto delle autonome competenze dei Comuni. 

Il Sindaco, da solo, dovrà decidere, al posto nostro, della direzione dei flussi dei gruppi turistici e della regolamentazione dell'afflusso dei bus turistici.

Dovrà valutare l'impatto ambientale del progetto funicolare, stabilire a chi dare una autorizzazione o una concessione, un piccolo appalto.

Affrontare le conseguenze di una politica permissiva nei confronti dell'edilizia illegittima. Dovrà curare le proprietà del Comune, comprando immobili e vendendo appezzamenti al miglior offerente.

Questo e tanto altro dovrà fare il Sindaco.

E farà tutto ciò, come sempre, per il Bene Comune e nell'interesse dei concittadini, tutti troppo impegnati a fare altro per potersi interessare alla vita amministrativa ed alle scelte decisive per un Comunità.

FINE

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